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La coltivazione dello zafferano

Coltivare Zafferano non è uno scherzo.

Pazienza e sacrificio sono le doti richieste se si vuole coltivare zafferano. Pazienza perché questa pianta dà una resa bassa, basta pensare che per ottenerne un solo grammo occorrono 200 fiori, sacrificio perché la sua coltivazione richiede tanto impegno e numerosi accorgimenti. Per questo motivo chi decide di cimentarsi nella produzione dello zafferano lo fa, in genere, per passione.

Ovviamente non nascondiamo che, se la cosa si fa seria, i guadagni economici potrebbero essere soddisfacenti. Non è un caso se lo zafferano è conosciuto anche come “l’oro rosso”.

Se siete consapevoli delle vostre azioni e se, come è successo a noi, l’Oro rosso vi ha stregato ecco allora, in poche parole, le fasi della lavorazione dello zafferano:

  • LA PREPARAZIONE DEL TERRENO:

Per la coltivazione dello zafferano non è richiesto un tipo di terreno particolare in quanto prospera su qualsiasi tipo di terreno purché opportunamente concimato e privo di ristagni d’acqua. Qualunque sia la natura di questo è comunque importante che sia ben lavorato. Inizialmente il terreno viene arato ad una profondità di 30/40 cm, e successivamente viene interrato il letame ben maturo e livellata la superficie che deve essere liberata da eventuali erbacce.

  • L’INTERRAMENTO DEI BULBI:

L’interramento dei bulbi avviene tra fine luglio ed inizio agosto e a settembre comincia il ciclo vegetativo. I bulbi idonei a fiorire vengono interrati in solchi costituite da due, tre file larghe 20 cm. e profonde 10 cm nelle quali vengono poste sul fondo i bulbi ben allineati.

  • LA RACCOLTA DEI FIORI:

Fra l’ultima metà di ottobre e la prima di novembre viene effettuata, alle prime luci dell’alba, la raccolta dei fiori. E’ un lavoro da fare a mano ed i fiori raccolti vengono messi in ceste di vimini.

  • LA SFIORATURA

Dai fiori raccolti devono essere prelevati gli stimmi. Questa operazione, denominata sfioratura, deve essere effettuata nella stessa giornata di raccolta prima della sera per evitare che lo zafferano si guasti compromettendo il lavoro dell’intera giornata.

  • L’ESSICCAZIONE:

L’essiccazione è la fase più delicata da cui dipende la qualità dello zafferano. Gli stimmi freschi vengono posti in un setaccio da farina e asciugati sulla brace per una ventina di minuti. L'essiccazione deve giungere al punto in cui premendo gli stimmi fra le dita questi non si frantumino conservando una buona elasticità e siano sufficientemente disidratati da non subire alcuna fermentazione.


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